Diario di una Social Geek

lunedì 25 maggio 2015

"Tu che sei tutta copy..."


made with Canva

È inevitabile, certi giorni sono più lunghi di altri anche se le lancette dell'orologio si muovono alla velocità di sempre.

Sono quei giorni in cui ti alzi dal letto e capisci sin da subito che se arrivi fino a sera illesa, senza aver maltrattato nessuno o senza che nessuno ti abbia maltrattata è davvero tanto. Magari accade pure che ti rendi conto che, no non è giovedì ma mercoledì: non che un giorno cambi poi molto ma vuoi mettere il trovarsi già nella seconda metà della settimana?

E così ti alzi dal letto pronta per fare il tuo dovere il meglio che puoi nonostante tu abbia la retromarcia inserita; nonostante il lavoro che fai lo fai soltanto perché lo vivi come una necessità; nonostante la tua testa e la tua esperienza ti dicano di farlo in un modo e, invece, devi necessariamente farlo in un altro; nonostante tu viva in un mondo di CuGGGini che ti guardano dall'alto in basso sempre pronti a dirti cose del tipo: "Ma come, non sapevi che era meglio fare così?", oppure "Sì sì, questo tool lo conosco già da una vita", o ancora "Il mio metodo è decisamente migliore".

Insomma, saranno capitati a tutti questi giorni così. Quando capitano a me non posso fare altro che ricordarmi della prima volta in cui qualcuno, in uno di questi giorni, ebbe il coraggio di dirmi: "Ma come, tu che sei tutta copy..."

Ve lo racconto.


Era sera; una delle mie solite sere. Una delle tante seguite a una estenuante e noiosa giornata lavorativa trascorsa a occuparmi di cose di cui non amo occuparmi. Ma che ci si può fare? Oggi non si dice di no al lavoro; almeno così mi hanno insegnato. E poi probabilmente anche perché in fondo sono un po' masochista.

In compenso, sono sempre disponibile a dare una mano quando serve perché penso e ci tengo a essere una persona buona, disponibile e gentile con tutti... almeno all'inizio. Solitamente, poi, mi comporto di conseguenza.

Quella sera mi era stato chiesto un aiuto. Ora dovete sapere che quando voglio fare bella figura e mi si chiede un aiuto il flusso di pensieri che entrano in funzione nella mia testa sono i seguenti (in ordine):

1. "Waw, mi sta dando l'opportunità di aiutarlo/a; mi fa piacere essere d'aiuto": penso questo mentre l'interlocutore ha già iniziato a parlare;
2. "Cosa sta dicendo?": questo lo penso mentre cerco di recuperare il filo del discorso tentando di stare attenta a quello che dice così da capire bene e aiutare meglio; intanto però l'interlocutore spiega già da 10 minuti e io non ho ancora capito di cosa mi sta parlando;
3. "Diamine, dovevo prendere appunti non ci sto capendo nulla; dov'è la penna? E il foglio?": pensiero n.3 seguito da aria palesemente distratta dal desiderio di riuscire a trovare quello che mi serve solo con lo sguardo per non interrompere l'interlocutore. Solitamente a questo punto si distrae anche l'interlocutore che nel frattempo non è raro che mi chieda: "Stai seguendo? Se non hai capito ripeto...";
4. "Ca**o, che figura di merda": pensiero n.4 seguito dalla frase: "Ehm sì, scusa, ripeti, grazie... Ho bisogno di prendere appunti";
5. Attenzione.

Esposto il problema, quando la soluzione non arriva subito o in tempi brevi puntualmente arriva lei, la frase che dopo una giornata di lavoro proprio non vorresti ascoltare: "Ma come, tu che sei tutta copy..."

Il flusso di pensieri, a qualsiasi cosa tu stessi pensando, a quel punto si blocca per permetterti di concentrarti su quelle piccole 7 parole che messe in successione dicono tanto e niente allo stesso tempo.

È tutto quello che segue che ti lascia senza parole, ovvero il nulla perché spesso si interrompono proprio lì senza aggiungere altro. Tu magari ti aspetti una critica, una qualsiasi, che ti permetta di rispondere a tono o di riderci sopra magari; qualsiasi cosa. E invece finisce lì e tu quei puntini di sospensione non li vedi ma ne senti tutto il peso.

Bum, bum, bum. Tre puntini seguiti dal niente che assomigliano un po' ai tre colpi esplosi da una vecchia colt nella scena finale di qualche film western. Vorresti essere tu il cowboy che li ha esplosi e invece tu sei l'altro, il cattivo di turno; quello che è sempre più lento a tirar fuori la pistola; quello che alla fine muore.

E a quel punto, quando l'unica cosa che vorresti fare e prendere alla gola chi le ha pronunciate, scegli di uscirtene da Signora: sorridi e chiedi scusa per non essere stata d'aiuto perché ti senti stanca. Se sarai fortunata, potrai prenderlo/a per la gola mentre dormi beata nel tuo letto; mentre sogni. Pure questa è una piccola soddisfazione no?

__

Grazie per aver letto fin qui: non dimenticate di condividere il post se l'avete ritenuto piacevole! :)



La parola a voi ora :) Vi è mai capitato di sentirvi dire frasi del genere? Come avete reagito?